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Il valore del patrimonio culturale alpino nello sviluppo turistico sostenibile

Pubblicato Mercoledì, 27/02/2019 - 10:38

La cultura alpina può attivare processi di sviluppo territoriale? E se sì, quali potrebbero essere le strategie da attuare? Sono state queste due domande il filo conduttore dell’ottavo appuntamento del percorso Montagna 4.0, ospitato presso la sala Bormio Terme lunedì 25 febbraio. Con un programma particolarmente articolato e ricco, l’incontro, moderato dalla Prof.ssa Maria Chiara Cattaneo, ha visto la partecipazione in qualità di relatori di Federica Corrado, professore associato in Tecnica e pianificazione urbanistica presso il Politecnico di Torino e dal 2014 Presidente di CIPRA Italia, e Maria Anna Bertolino, Dottore di ricerca in Scienze antropologiche presso la Scuola di Dottorato in Scienze Umane e Sociali dell’Università degli Studi di Torino.

A dispetto di una annosa disputa tra studiosi in merito all’esistenza o meno di una cultura alpina, oggi proprio questo aspetto si propone quale valido punto di forza per conferire un nuovo sviluppo sostenibile al territorio montano. Solo negli anni ’60-’70 del Novecento la cultura alpina è stata  riconosciuta come patrimonio collettivo; la consapevolezza del valore intrinseco delle espressioni culturali di un territorio ha dato impulso ad azioni di musealizzazione della cultura materiale (con la creazione di Musei locali, etnografici, musei d’arte e tradizione popolare, Musei all’aperto) e di rivitalizzazione e rifunzionalizzazione di feste tradizionali legate al carnevale, ad eventi religiosi, a questue e a rappresentazioni teatrali.

Occorre tuttavia riconoscere che la trasmissione del patrimonio culturale della montagna contemporanea è radicalmente cambiato: l’idea di tradizione come qualcosa che viene esclusivamente trasmessa da una generazione all’altra (dai nonni, ai genitori, ai nipoti) è venuta meno a seguito dello spopolamento e della messa a margine di modelli e valori del mondo agropastorale. Il considerevole cambiamento delle comunità locali dovuto ai  ritorni, definiti flussi demografici “in salita”, fa sì che  i detentori della cultura alpina lo siano sempre più per scelta e  sempre meno per nascita. 
La Montagna si propone oggi come “ecosistema generativo” capace di offrire nuovi spazi fisici e simbolici entro cui esprimersi; in questo contesto si collocano nuove figure creative, la cui inventiva e generatività si sta manifestando nell’arte, nel lavoro cooperativo, nell’ imprenditoria e nell’artigianato.
Accanto alla museografia si trovano nuove forme di valorizzazione della Montagna  quali la cinematografia, la danza, la letteratura, la musica, il teatro, le arti performative. Va quindi rafforzandosi la convinzione che la cultura non sia qualcosa di stabile e immutabile, bensì sottenda il concetto stesso di trasformazione e di un divenire che si affida all’interazione.
Questa fase di cambiamento favorisce la ricostruzione di identità territoriali alpine e la messa a punto di impieghi diversificati e nuovi di edifici e di spazi aperti.  Si tratta di un fermento di rinnovamento che sta attraversando le Alpi e che si declina nella sperimentazione di nuove architetture e nella realizzazione di eventi, dai festival alle rassegne cinematografiche, alle mostre fotografiche.  Edifici del passato, quale il Forte di Bard in Valle d’Aosta, si propongono quali contenitori del patrimonio storico architettonico che li fa diventare protagonisti nella diffusione della cultura nonché parte della tradizione e della storia. Le borgate stesse assumono un ruolo centrale in una rinascita che è innanzitutto culturale, oltre che fisica ed economica; gli Ecomusei e le botteghe divengono veri e propri luoghi della produzione culturale capaci di offrire una conoscenza esperienziale. 

Nell’ottica di attivare forme d’uso alternative del territorio e di valorizzarne le risorse, gli stessi spazi pubblici alpini (prati, boschi e sentieri) si propongono sempre più quali luoghi di buone pratiche di contaminazione tra ambiente e cultura. Non sono mancati gli esempi concreti in tal senso, attuati anche nel nostro territorio. Tra questi, la Dott.ssa Corrado ha ricordato i percorsi slow tra i terrazzamenti valtellinesi, l’iniziativa Vette d’arte, rassegna artistica internazionale ospitata presso la Casa Olimpia di Sestriere, e ancora La spire, manifestazione che vede protagonisti giochi e relazioni di equilibrio tra trapezisti, ospitata a Bardonecchia.
Come dimostrano questi esempi, la cultura alpina può dare origine a percorsi di sviluppo alternativi e sostenibili qualora si reinterpreti il passato e la tradizione tenendo comunque conto degli strumenti offerti dalla modernità; perché ciò avvenga è importante che la comunità locale riesca a fare propria un’ottica di valorizzazione del territorio innovativa senza limitarsi a una riproposta del passato in chiave folkloristica. Un percorso non semplice ma che può fare della montagna un sistema generativo prima di tutto per chi la abita. 

L’apertura e la conclusione dell’incontro sono state dedicate alla presentazione di due progetti portati avanti rispettivamente dai ragazzi della classe IV dell’ITC di Bormio, guidati dalla professoressa Dossi, e da Anna Radaelli, partecipante al concorso di idee promosso nella prima edizione di Montagna 4.0 con la proposta Alte acque.
I ragazzi dell’ITC hanno illustrato la simulazione relativa all’attivazione di un’impresa sul nostro territorio finalizzata alla produzione di  prodotti erboristici; nella loro puntuale presentazione hanno ripercorso le tappe necessarie per l’attivazione di una azienda simile, le fasi di produzione del prodotto, la parte di comunicazione e i passi necessari per muoversi dal mercato locale a quello globale.
E’ già in fase di progettazione, invece, il progetto Alte acque che intende valorizzare la risorsa acqua e il paesaggio locale investendo nell’organizzazione in loco di una residenza di artisti internazionali esponenti della Land art; la finalità è riportare l’attenzione sull’ambiente che ci circonda e favorirne una fruizione lenta grazie ad installazioni artistiche che si inseriscono in modo armonico con il paesaggio.

Il prossimo incontro del percorso Montagna 4.0 è fissato per il 15 marzo 2019 (dalle ore 20.30 alle ore 23.00). Tema dell’incontro sarà Agricoltura, territorio, pianificazione e recupero.
La partecipazione a Montagna 4.0, percorso formativo sostenuto da Società Economica Valtellinese e Comune di Bormio,  è subordinata all’iscrizione e al versamento della quota simbolica di € 50,00 presso l’Ufficio anagrafe del Comune di Bormio.
L’iscrizione è gratuita per gli studenti fino ai 19 anni di età.
Si allegano il flyer con il programma dell’intero percorso formativo e il modulo di iscrizione.
 

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